condividi su Facebook
Chi è online
 3 visitatori online
Banner
Banner
Banner

Attentato alla giustizia

Dopo Il Gotha di Cosa Nostra, Il GIP di Palermo, Piergiorgio Morosini, torna a parlare di mafia nel suo nuovo libro Attentato alla giustizia. La mafia come metodo. Con le sue relazioni e le sue trattative. Il male oscuro di un Paese dove si è affermata un’illegalità diffusa.
L’obiettivo strategico di ogni mafia è l’impunità. Solo quella rende credibile, longeva e ricca l’organizzazione criminale. Ma l’impunità, personale e patrimoniale, per essere conseguita necessita di complici nelle istituzioni, nel mondo delle libere professioni e nella imprenditoria. Il tema è di grande attualità. Anche alla luce dei recenti sviluppi sulla “trattativa” tra Stato e mafia che sarebbe sullo sfondo delle stragi del 1992 e 1993. E allora la ricerca, dopo avere richiamato le indagini su quella tremenda stagione, illustra un repertorio di trattative tra la mafia e i suoi complici. Cosa la mafia è disposta a promettere e a fare per intralciare o deviare il corso della giustizia? Chi sono i complici? Si parla di politici, poliziotti, imprenditori, liberi professionisti che ostacolano l’accertamento delle verità processuali. Sono storie approdate all'attenzione della magistratura soprattutto negli ultimi venti anni; ossia nel periodo in cui il principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge anche in Italia diventa concreto. Sono storie di processi aggiustati, di clamorose ritrattazioni, di talpe nella polizia, di politici che avvertono i mafiosi di microspie nelle loro abitazioni, di latitanze coperte da uomini delle istituzioni. Sono storie tratte da sentenze, ordinanze, documenti delle procure e della commissione parlamentare antimafia, letti anche attraverso i commenti della stampa e degli osservatori specializzati. Il volume parla anche di come lo Stato contrasta questo fenomeno. Dei proclami della politica, delle promesse non mantenute e degli errori strategici. La conclusione fa il bilancio di una stagione dell’antimafia giudiziaria, dell’impegno dei magistrati e dei suoi limiti. Una autocritica fondata sulla lezione di Giovanni Falcone che non rinuncia a formulare proposte concrete per una azione più incisiva e, comunque, rispettosa delle regole dello stato di diritto.

 
maggio 2012
lmmgvsd
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031 
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner