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'Ndrangheta di Enzo Ciconte - Edizione Aggiornata



Oggi la ´ndrangheta è la mafia più forte, più flessibile, più dinamica e più affidabile nel traffico internazionale della droga, la più radicata in tutte le regioni del centro e nord d’Italia e nel mondo. Si infiltra nell’economia in tempi di crisi, si riunisce con gli antichi riti in nome dei cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso a Polsi nell’Aspromonte, così come a Paderno Dugnano in provincia di Milano o a Singen in Germania. È la mafia meno studiata e piùmisteriosa, che ha cercato di muoversi al riparo dei riflettori, anche se negli ultimi anni ha richiamato l’attenzione di tutti con l’omicidio Fortugno e con la strage di Duisburg. Enzo Ciconte racconta la storia degli uomini d’onore calabresi dall’Ottocento ai giorni nostri. Descrive la struttura familiare dell’organizzazione, la cultura, l’importanza dei battesimi, il rotagonismo nella stagione dei sequestri di persona, le relazioni con il mondo dell’economia, i rapporti con la politica, la partecipazione alle logge deviate della massoneria e le relazioni molto fitte con cosa nostra, con la camorra, con la sacra corona unita.

 

DOMANI IN CITTA' IL MINISTRO ALFANO

MESSINA - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano sarà l'ospite d'onore dell'incontro-presentazione che si terrà domani, alle 16 nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sul libro "Possibilità conoscitive del fenomeno mafia in Sicilia nella letteratura e nelle relazioni Stato-società" di Rubbettino Editore. Il volume è a cura della prof. Lucrezia Lorenzini. Una serie di domande sono state poste dalla curatrice al prefetto Giosuè Marino, già Commissario Nazionale Antiracket; al magistrato Giuseppe Verzera, sostituto procuratore della Direzione distrettuale Antimafia; all'economista Mario Centorrino, assessore regionale. Saggi sono stati scritti da Lucrezia Lorenzini, dal giornalista Nuccio Anselmo, dalla storia Amelia Ioli Gigante, dallo storico Francesco Michele Stabile e dallo storico del cinema Francesco Gulletta. Tra gli altri, ospiti anche i procuratori capo di Reggio e Messina, Giuseppe Pignatone e Guido Lo Forte.

Fonte gazzettadelsud.it

 

LA MAFIA DEL CAMALEONTE




Crudeltà ed equilibrio, obbedienza e senso critico, regole antiche e moderna lucidità, dolce vita e monastico isolamento. Tutto e il suo contrario. Matteo Messina Denaro è L’Assoluto, così lo chiamano i fedelissimi. Più di un capo carismatico: un oggetto di venerazione. Blasone mafioso riverito, la ferocia dei corleonesi e un fiuto politico spiccato, il padrino di Castelvetrano è il vero erede di una tradizione. Quella per cui Cosa nostra è antistato, ma anche potere reale, legge non scritta eppure rispettata, da almeno due secoli. Ben prima che i padri fondatori della mafia newyorkese partissero per gli States, dalle coste di Trapani. Tessitore di legami, tra famiglie, mandamenti e province, è lui il profeta della mafia del terzo millennio: valori arcaici dissimulati e affari spregiudicati fatti nel silenzio. E rapporti stretti con ’ndrangheta e camorra. Messina Denaro è il cardine di interessi criminali e politici, di trame inconfessabili. Il custode dei segreti di una terra che è culla di logge massoniche deviate e disegni eversivi. La terra in cui, secondo molti, Cosa nostra è nata. E dove, più che altrove, è diventata cultura: di un pezzo importante della borghesia e dei gruppi di potere.

www.matteomessinadenaro.it

 

DIALOGO TRA UN RAGAZZO DEL SUD E UN RAGAZZO DEL NORD EMIGRATO AL SUD

Di Raffaella Lombardo

Due ragazzi si incontrano al bar, non si conoscono. “ciao!”dice il primo, Andrea. “ciao.” Risponde Marco, il secondo ragazzo. “ e’ la prima volta che ti vedo qui, cosa ci fai da queste parti?”. “lavoro” risponde Marco. “lavori???? Ma se qui non c’è lavoro, dove lavori?” Marco dice: “faccio il falegname in un paese qui vicino.” “bello il lavoro del falegname. Sai anche mio padre era un falegname e io avrei dovuto lavorare nella sua falegnameria. Solo che 5 anni fa lo hanno ammazzato davanti casa e hanno bruciato la falegnameria con tutti i macchinari. Mia madre non aveva lavoro e così ho iniziato a lavorare a 16 anni, ho abbandonato la scuola ( che in fondo non mi è mai piaciuta), e ora eccomi qui: ricco, sposato con 2 bambini, cosa mi manca?

 

PROCESSO ROSTAGNO:"C'ERA ANCHE MATTEO MESSINA DENARO SULLA SCENA DELL'OMICIDIO ROSTAGNO?"

Processo Rostagno :"C'era anche Matteo Messina Denaro sulla scena dell'omicidio Rostagno?" Un altro mistero tra i mille che avvolgono l'omicidio del giornalista ucciso dalla mafia.

Sulla scena dell’omicidio Rostagno potrebbe essere comparso lo stesso Matteo Messina Denaro, il padrino di Cosa Nostra latitante . E’ un sospetto che aleggia da tempo sulle indagini per il delitto del giornalista ucciso a Trapani 22 anni fa. Tra misteri irrisolti e piste che non si è riusciti a battere fino in fondo o avvolte in una nebbia fitta c’è anche questo interrogativo che circola, solo sussurrato, tra gli investigatori . Lo porta a galla  per la prima volta Matteo Messina Denaro, la Mafia del Camaleonte, in questi giorni in libreria , scritto da Fabrizio Feo per i tipi della Rubbettino.

 

ENZO CICONTE A "LE STORIE - DIARIO ITALIANO"

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose non sono più solo un problema meridionale. A “Le Storie - Diario Italiano”, lo storico Enzo Ciconte racconta a Corrado Augias la presa della ‘Ndrangheta sul nord Italia

PER VISUALIZZARE IL VIDEO CLICCA QUI

 

'Ndrangheta Padana

Omertà, pizzo, infiltrazioni mafiose nel mondo della politica e dell’impresa, ‘summit mafiosi’. Parole e concetti che rimandano istintivamente al Sud. Eppure la mafia, e in particolare la ‘ndrangheta, non è un problema unicamente meridionale, perché da anni è presente anche in terra lombarda. Di questo parla ‘Ndrangheta Padana”, edizioni Rubbettino, l’ultimo libro di Enzo Ciconte, uno dei maggiori studiosi della criminalità organizzata.

 
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