MAFIA: I MITI ''OSSO, MASTROSSO E CARCAGNOSSO'' IN EDIZIONE RUBBETTINO
(ASCA) - Soveria Mannelli (Cz), 16 nov - Ieri sera a ''Vieni via con me'' Roberto Saviano ha raccontato la mitologia delle mafie italiane, ovvero la storia dei tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, da cui si fanno discendere rispettivamente Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta.
La fonte di tutto e' costituita da un bel libro, edito di recente da Rubbettino, ''Osso, Mastrosso e Carcagnosso.
Immagini, miti e misteri della mafia'', firmato da tre voci autorevoli quali quelle di Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalita' organizzata all'Universita' di Roma Tre), Francesco Forgione (docente di Storia e sociologia delle organizzazioni criminali all'Universita' dell'Aquila), Vincenzo Macri' (Procuratore generale presso il Tribunale di Ancona). Il libro e' illustrato da Enzo Patti, pittore di Favignana, che offre una lettura artistica intrigante, carica delle suggestioni che si accompagnano ai miti delle organizzazioni criminali.
Ma chi erano Osso, Mastrosso e Carcagnosso? Si tratta dei nomi dei tre cavalieri spagnoli, appartenuti ad una associazione cavalleresca fondata a Toledo nel 1412, che portarono nel Mezzogiorno d'Italia quelle che sarebbero divenute le regole della mafia in Sicilia, della camorra in Campania e della 'Ndrangheta in Calabria. Una leggenda che e' servita a creare un mito, a nobilitare le ascendenze, a costituire una sorta di albero genealogico con tanto di antenati. La sera della strage di Duisburg una delle sei vittime, prima di essere uccisa, facendo bruciare un santino di San Michele Arcangelo con tre gocce del suo sangue, aveva giurato fedelta' alla 'ndrangheta in nome dei tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso. Si puo' immaginare un cristiano senza Bibbia o un musulmano senza Corano? Anche per la 'ndrangheta i codici e la loro trasmissione sono una ossessione. Per quante trasformazioni essa abbia subito non ha mai voluto cambiare le modalita' dell'affiliazione formale e simbolica.
QUELLO CHE SAVIANO NON DICE
Lo scontro tra lo scrittore Roberto Saviano e la Lega Nord non è iniziato a Vieni via con me. Già a fine luglio 2010, infatti, l'autore di Gomorra, in una intervista a Vanity Fair, si era chiesto: «Dov'era la Lega quando la 'ndrangheta si infiltrava in Lombardia?». Anche allora, come oggi, i vertici padani erano insorti. Roberto Castelli lo definì «accecato e reso sordo dal suo inopinato successo e dai soldi». IL BLOG "SOTTOSOPRA"
E' attivo il blog per discutere sull'ultimo lavoro di Nino Amadore "La Calabria sottosopra", non solo un'opera sul malaffare, ma un libro sulla Calabria, e soprattutto sui calabresi. Per fornire suggerimenti, spunti, consigli all'autore, il blog è raggiungibile dal seguente indirizzo: http://lacalabriasottosopra.blogspot.com/ LA LEGGENDA DELLA MAFIA L'ISOLA DEI TRE CAVALIERI CHE FONDARONO LE COSCHEDi Enrico Bellavia (www.repubblica.it) Si riempiono la bocca di onore e santità. Recitano salmi visionari come fossero preghiere. Si interrogano per rinsaldare nel rito l'appartenenza. Poi sparano e trafficano, convinti di adempiere al solo scopo che gli è dato. Sono gli uomini della 'ndrangheta, ricchi e feroci, crudeli e incolti, ma molto, molto osservanti. Tra tutte le organizzazioni, quella calabrese i codici se li scrive e se li tramanda e forse anche in questo sta la sua forza. Di più, nella leggenda di una comune origine, è l'unica tra le mafie a pretendere di ricomprendere le altre due. Il mistero sta nella storia di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, i cavalieri spagnoli della setta segreta Garduna, fuggiti da Toledo nel 1400 dopo aver vendicato col sangue e nel sangue l'onore di una sorella, approdati su un tre alberi a Favignana e lì rintanatasi negli anfratti di tufo dell'isola galera per 29 anni, 11 mesi e 29 giorni. |
OSSO, MASTROSSO E CARCAGNOSSO: CHI ERANO COSTORO?
Ieri sera a "Vieni via con me" Roberto Saviano ha raccontato la mitologia delle mafie italiane, ovvero la storia dei tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, da cui si fanno discendere rispettivamente Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta. IN LIBRERIA LA CALABRIA SOTTOSOPRAIN LIBRERIA LA CALABRIA SOTTOSOPRA
«La ’ndrangheta è viva e marcia insieme a noi». La frase era su uno striscione portato da una ragazza quindicenne nella marcia contro la ‘ndrangheta sabato 25 settembre a Regggio Calabria. Uno slogan che riassume completamente la situazione della Calabria di oggi e che Nino Amadore, giornalista del Sole 24Ore che da anni segue quella regione per le pagine locali del suo giornale, prova a indagare nel libro in uscita per i tipi della casa editrice Rubbettino di Soveria Mannelli (Catanzaro) che appunto si intitola “La Calabria sottosopra” (115 pagine, 12 euro). Il volume,in libreria domani, è un’inchiesta sulla contaminazione culturale che la ‘ndrangheta ha saputo organizzare, permeando con i suoi uomini tutto ciò che era possibile permeare.
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