Il sindaco: hanno ucciso i miei asini. La colpa? Pensare che io possa tutto
Il Crotonese - 27 agosto 2011

Li allevava per affetto. Pasquale Abenante, sindacodi Umbriatico, di professione veterinario, per quei tre asini aveva un sentimento di amore (lo si può capire anche dalla lettera che ci ha scritto). Evidentemente dovevano saperlo quelle bestie di uomini che tra sabato e domenica scorsi hanno sparato a sangue freddo contro i pacifici animali. Una nuova, terribile intimidazione contro il sindaco di Umbriatico dopo quella avvenuta nell’inverno scorso quando ignoti gli telefonarono a casa minacciandolo di morte. Prima ancora, pochi mesi dopo la sua elezione avvenuta nel giugno 2009, il sindaco aveva trovato scritte ingiuriose sulle mura del palazzo comunale. Di quelle minacce non si sono mai scoperti gli autori. Sta di fatto che tra vecchie e nuove intimidazioni si scopre la solitudine dei nostri amministratori, e dei sindaci in particolare, che diventano a volte ‘capri espiatori’ di colpe che non hanno. A quanto pare la terribile mattanza di asini contro il sindaco Abenante deriverebbe da una mancata autorizzazione che secondo qualcuno il sindaco avrebbe dovuto concedere andando contro una legge regionale.
La lettera del Sindaco
" L’asino, l'animale più mite e indifeso, incapace di fare del male a nessuno, neppure ad una mosca: con la sua bontà e pazienza, ne sopporta tante senza muoversi, ogni tanto ne scaccia alcune con la coda e con tanta delicatezza, per paura di fare loro del male. Per questo e per tanti altri motivi è un animale che io adoro. A me tra il pomeriggio di sabato 20 e l'alba di domenica 21 agosto me ne hanno ammazzati tre con due colpi ciascuno di fucile caricato a pallettoni. Mi chiedo perché tanta ferocia contro un animale incapace di difendersi, che identifica l'uomo come amico, in modo particolare i miei che erano abituati ad avere solo carezze e zuccherino. La sofferenza che provo è doppia, quella di aver procurato la morte ai miei poveri asini solo per la colpa di essere stato eletto sindaco di un paese, dove si dice, si crede e si sostiene ancora che, se il sindaco vuole può farlo, come se lui potesse andare in deroga a tutte le leggi e regolamenti, sia regionali che nazionali e tutto ciò può farlo di sua spontanea iniziativa, infischiandosene di tutto e di tutti. Non è così ed è bene che si faccia chiarezza: il Comune e nemmeno il sindaco possono legiferare, può solo approvare regolamenti che si attengano alle leggi regionali e nazionali. Insomma, il sindaco è come un povero asino che sopporta tutte le umiliazioni e le offese, ma cerca di non scontentare nessuno sempre nell'ambito della giustizia, ritiene tutti i cittadini amici e opera tutti i giorni per il bene della sua collettività. A quanto pare il lavoro fatto per la collettività non è riconosciuto dalla cittadinanza, e quasi sempre emergono interessucci spiccioli che tentano di soffocare chi fa del bene per ed alla collettività. L’accaduto è stato denunciato al comando dell'Arma dei carabinieri di Verzino, ai quali va il mio più profondo e sentito ringraziamento, per la prontezza dell'intervento e la vicinanza che sempre dimostrano nei miei confronti e verso i cittadini tutti. Concludo con una frase di Ghandi: la violenza è l'arma del debole, la non violenza è l'arma del forte."
Pasquale Abenante (Sindaco di Umbriatico)





















