DIALOGO TRA UN RAGAZZO DEL SUD E UN RAGAZZO DEL NORD EMIGRATO AL SUD
Di Raffaella Lombardo
Due ragazzi si incontrano al bar, non si conoscono. “ciao!”dice il primo, Andrea. “ciao.” Risponde Marco, il secondo ragazzo. “ e’ la prima volta che ti vedo qui, cosa ci fai da queste parti?”. “lavoro” risponde Marco. “lavori???? Ma se qui non c’è lavoro, dove lavori?” Marco dice: “faccio il falegname in un paese qui vicino.” “bello il lavoro del falegname. Sai anche mio padre era un falegname e io avrei dovuto lavorare nella sua falegnameria. Solo che 5 anni fa lo hanno ammazzato davanti casa e hanno bruciato la falegnameria con tutti i macchinari. Mia madre non aveva lavoro e così ho iniziato a lavorare a 16 anni, ho abbandonato la scuola ( che in fondo non mi è mai piaciuta), e ora eccomi qui: ricco, sposato con 2 bambini, cosa mi manca?
Niente!” “è una storia triste la tua, però vedo che sei riuscito a non abbatterti!” “in questa terra non ti puoi abbattere, perché sennò i buoni, come si chiamano loro, ti sconfiggono.” Marco all’inizio rimasto incantato da questa storia chiese : “ quali buoni? I mafiosi?” “ Schh … ahaha, si vede che non sei di qui.. mi chiamano Andrea “u malu”, perché qui in paese comando io!..non sono un mafioso come molti pensano, non mi hanno mai arrestato, non sono mai stato latitante , perché ho una “buona testa” che non la tengo per peso come molti!” Marco rimane sempre più sconcertato dall’ascoltare queste parole. Inventa una scusa per andare via ma Andrea dice: “ lo so perché vuoi andare via: non ti piace stare a parlare con un mafioso, perché voi del Nord la mafia non la conoscete o fate finta di non conoscerla!” Marco risponde: “ noi al Nord la mafia purtroppo la conosciamo, perché ormai è arrivata anche lì. Vedi mio padre anche è stato ucciso, dalla mafia, 3 anni fa. Mia madre lavora in una fabbrica per portare il pane a casa e per mandare a scuola le mie sorelle. Io ho finito l’università e mi sono laureato in giurisprudenza, volevo fare l’avvocato per poter difendere le persone.. era quasi diventato il mio sogno. Ma poi invece questo sogno è svanito ed è cresciuta in me la curiosità di sapere dove e come è morto mio padre. Hanno arrestato i mandanti del delitto: 2 calabresi. Allora ho deciso di venire qui per qualche tempo, per vedere che aria si respira, in questa terra martoriata dalla mafia. Caro Andrea, non mi stai antipatico perché sei un mafioso o no, anzi ti capisco, perché anche tu come me sei una vittima di mafia. I nostri padri, ora angeli da lassù ci hanno dato la possibilità di scegliere: tu hai intrapreso questa strada e diventerai o forse lo sei già diventato proprio come uno di loro..uno di quei uomini bastardi che 5 anni fa ha stroncato la vita a tuo padre; io invece ho scelto di lavorare onestamente. Non sono venuto per cambiare la Calabria, ma per assistere al cambiamento, che non avverrà grazie a me, ma grazie a tutti quei giovani che lottano ogni giorno contro la mafia, grazie alle mamme che non permettano che i figli frequentano cattive compagnie, e grazie a quei papà che indirizzano i propri figli verso la strada più onesta. Ora scusami Andrea, mi ha fatto piacere conoscerti, ma il mio dovere mi chiama: devo andare a lavoro. A presto!” Andrea lo guarda negli occhi e gli dice: “ Marco, mi ha fatto piacere parlare con te. Io neanche ti critico perché forse tu hai scelto bene, o forse ho scelto bene io, che ho tutto quello che voglio e non mi manca niente.” “ no Andrea” lo interrompe Marco, “ tu credi che non ti manca niente, invece quando un giorno i tuoi figli ti domanderanno che lavoro fai li ti mancherà la cosa più importante: la libertà! Arrivederci Andrea” se ne va dirigendosi verso la cassa e Andrea gli dice “ tranquillo marco, il caffè è pagato!” .





















