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Un esercito contro le 'ndrine

«C'è pure una cosca di editori che sfruttano indegnamente i loro collaboratori»

Giuseppe Maviglia

Gli editori contro le mafie si confrontano a "Trame ", raccontando le difficoltà di questo delicato settore, le resistenze da parte dei grandi gruppi e le diffidenze incontrate nelle piccole realtà di provincia. A coordinare l'incontro, presieduto dal vicesindaco Francesco Cicione, è il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino. Protagonisti, gli editori Lorenzo Fazio di "Chiarelettere", Florindo Rubbettino, dell'omonima casa editrice, Ottaviano Navarra, Crispino Di Girolamo della casa editrice che porta il suo cognome e Franco Arcidiaco, editore e distributore.


Cicione evidenzia come «il Festival costruisca capitale civile. Evento di grande successo, è il segno di una città che reagisce e partecipa. E sarebbe bello se nascesse una collana "Trame". Il ruolo dell'editoria è cruciale, a patto che si superi un approccio paradigmatico, si eviti una strategia sensazionalistica e si abbia la consapevolezza che senza l'informazione e la comunicazione non esisterebbe l'economia globale».
Secondo Enzo Iacopino, «esserci significa testimoniare una scelta di campo. Io rappresento chi sta dalla parte della legalità, senza se e senza ma. È da ipocriti non riconoscere l'esistenza di una "mafia" degli editori, che sfruttano indegnamente i loro collaboratori. Chiediamoci poi perché molte case editrici non siano qui oggi».
Fazio dichiara di «aver fondato una casa editrice per raccontare le verità scomode. Molti libri vengono boicottati dai grandi circuiti, che usano la querela, richiedendo cifre esorbitanti, per intimidirci. Per questo Internet è fondamentale. "Trame" è un'ottima occasione per creare una rete».
I libri contro la mafia sono per Rubbettino «uno straordinario veicolo di disseminazione di idee. La distinzione va fatta tra case editrici che sono realmente libere e quelle che non lo sono». Arcidiaco mette a nudo gli ostacoli legati alla distribuzione: «Se si vuole fare larga diffusione bisogna utilizzare il canale delle edicole anche perché dopo l'azzeramento delle tariffe postali da parte del governo ci troviamo in guai seri».
Forte la denuncia di Navarra: «L'editoria indipendente ha molte difficoltà a superare le barriere regionali. C'è una "mafia" sui generis nel mercato dei libri: l'oligopolio dei grandi gruppi. Altro dato preoccupante è che in metà delle province siciliane non ci siano librerie».
E l'editore Di Girolamo: «In Sicilia ci snobbano. Non c'è interesse». Conclude Iacopino: «Diventate un virus. Seminate. Raccontate quello che avete appreso a "Trame"».
Successivamente, a Palazzo Nicotera, l'appuntamento con David Lane, che s'intrattiene sul suo libro "Terre profanate" con il giornalista Matteo Cosenza e il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni.
L'opera di Lane, scrittore inglese con moglie lucana, è il frutto di un viaggio, durato tre anni, in alcune regioni del Mezzogiorno, con meta d'arrivo a Roma: «Molto è cambiato. C'è speranza. Il Sud è pieno di contraddizioni, ma è soprattutto ricco di bellezze, di persone generose e di tanti giovani che combattono la mafia».
Bruni reclama «chiarezza da parte delle istituzioni, che devono dire se vogliono davvero fornire strumenti alla magistratura oppure limitarsi alle parate antimafia. La guerra alle intercettazioni fa sorgere il sospetto di una mancanza di volontà di contrastare la criminalità».
Ancora il magistrato: «Molti imprenditori del Nord hanno rapinato le risorse della Calabria senza dare in cambio nulla, anzi l'hanno trasformata in una pattumiera. Mi domando chi abbia permesso tutto questo». Lane sostiene che il nodo stia a monte: «Solo nel parlamento italiano siedono persone condannate con sentenza passata in giudicato. Ma fare pulizia a Roma per tanti non è conveniente».
www.gazzettadelsud.it

 
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