Da F - 22 maggio 2013 Angela, ex deputata a cui vogliono togliere la scorta, Deborah a cui hanno ucciso il padre e Carmela, sindaco sotto assedio. Sempre più donne cercano di rompere un sistema criminale inventato dagli uomini. Ecco le loro battaglie. C'è un'altra Calabria nascosta tra le pieghe della 'ndrangheta. È quella delle donne che hanno deciso di lottare per rompere un sistema di alleanze omertose: le ho conosciute viaggiando in lungo e in largo in quella regione per scrivere il mio libro-inchiesta Onora la madre. Storie di 'ndrangheta al femminile (Rubbettino). Le ribelli sono poche, certo, rispetto alle innumerevoli donne interne al sistema. Ma negli ultimi anni hanno fatto moltissimo. E, nonostante le minacce, continuano a combattere. Ve ne presento tre.
Dal Corriere della Calabria - 5 aprile 2013 È stato appena pubblicato il nuovo libro di Enzo Ciconte dal titolo Politici (e) malandrini, editore Rubbettino, che ripercorre i rapporti tra politica e 'ndrangheta dall'Unità d'Italia sino ai nostri giorni. Ne prendo spunto per alcune osservazioni sul tema, che costituisce, a mio avviso, il problema intorno al quale, nei prossimi mesi, si misurerà l'azione di contrasto alle mafie italiane. Non è un caso che già da tempo intorno ad esso si registrino i più aspri contrasti all'interno degli uffici giudiziari, nel mondo politico, tra i commentatori e i giornalisti. In fondo, anche l'attuale, sgradevole, polemica tra llavaglio, Grasso e Caselli ruota intorno all'azione della Procura di Palermo sotto la direzione dei due noti magistrati e successivamente, se è vero che quelle polemiche investono anche Ingroia e con lui l'indagine circa l'ormai famosa trattativa Stato-mafia Anche i fatti che hanno caratterizzato le vicende giudiziarie reggine nascono dall'interpretazione giudiziaria che si intende dare al tradizionale rapporto mafia-politica e costituiscono la riproposizione in chiave calabrese della polemica tutta palermitana (ri)esplosa recentemente.
Dal Corriere di Como - 6 aprile 2013 «La 'ndrangheta d'oggi è questa. S'è trasformata e per alcuni tratti è irriconoscibile. Ne ha fatto di strada da quando i primi picciotti sono arrivati nelle nebbie del Nord. Allora è stata considerata come un'accozzaglia di delinquenti e oggi, invece, è diventata una realtà a più facce capace d'unire violenza, impresa economica, apparato simbolico e struttura di potere in grado di relazionarsi con il mondo istituzionale e con la società civile». Sono le parole conclusive del capitolo che Enzo Ciconte ha dedicato alla Lombardia nell'ultimo suo libro, Politici (e) malandrini (Rubbettino, pagine 426, euro 14). Giornalista e docente universitario, Ciconte è il primo a inquadrare dal punto di vista storico il rapporto tra la politica e le 'ndrine calabresi. «Ho tentato di spiegare un fenomeno che non era mai stato indagato in modo organico e che parte dall'Unità d'Italia sviluppandosi fino ai giorni nostri a diverse latitudini». Anche al Nord, com'è ormai noto. «Certamente, anche al Nord. In Lombardia, soprattutto, la 'ndrangheta si è insediata e rafforzata a partire dagli anni '90 del secolo scorso»
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In occasione del XXVI Salone internazionale del libro di Torino, verrà presentato il libro "Atlante delle mafie - Vol.I", di Enzo Ciconte, Francesco Forgione e Isaia Sales. L'evento è previsto per venerdì 17 maggio 2013, alle ore 13.00, nella sala SPAZIO INCONTRI del Lingotto Fiere (Torino). Partecipano con gli autori: Don Luigi Ciotti, Pierluigi Stefanini e Nicola Tranfaglia.
Da L'Espresso - 5 aprile 2013 A cosa è dovuto il successo delle mafie italiane? E perché viene definita mafia ogni violenza privata che ha successo nel mondo? "L'Atlante delle mafie" (Rubbettino), a cura di Enzo Ciconte, Francesco Forgione, Isaia Sales prova a rispondere a queste domande. Partendo dalla messa in discussione del paradigma interpretativo dell'esclusività della Sicilia nella produzione di ciò che comunemente si intende per mafia.
Da Televideo Rai Lea Garofalo è una donna calabrese, nata e cresciuta in una famiglia di 'ndrangheta. A 17 anni si sposa con l'uomo che ama e che appartiene anche lui a una famiglia di mafia. Nasce una bimba, Denise ma Lea è insoddisfatta e capisce che quel modo di vivere le sta stretto. Vuole per sua figlia un futuro diverso, non deciso alla nascita come per lei e diventa testimone di giustizia. L'ex marito la ucciderà il 24 novembre del 2009 perché ha trasgredito quel codice d'onore della 'ndrangheta che non si può che lavare con il sangue.
Questo uno dei tanti racconti di "Onora la madre, storie di 'ndrangheta al femminile" di Angela Iantosca, Rubbettino editore, un saggio che studia il ruolo delle donne nella mafia. Abbiamo incontrato la giovane autrice per capire questo testo che è molto articolato ma che si legge facilmente perché scritto in maniera asciutta, essenziale e in stile giornalistico.
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